La storia dei giochi di Solitario
La storia dei giochi di Solitario, o almeno di molti di essi, è ancora oggi un mistero, anche se migliaia di appassionati di questi giochi di carte hanno cercato di indagarne le origini. Per i giochi apparsi nella seconda metà del XX secolo, è più semplice ricostruire la loro evoluzione fino al loro creatore, ma per quelli molto più antichi le tracce sono più difficili da seguire. Ad ogni modo, non tutto è un enigma. Ci sono frammenti di informazioni qua e là che ci aiutano a farci un quadro migliore delle origini di questi amati giochi di carte.
Origine dei giochi di Solitario
Si ritiene che i giochi di Solitario siano apparsi per la prima volta alla fine del XVIII secolo in Europa, con gli storici ancora in dibattito tra Scandinavia ed Europa orientale come luogo di nascita originario. Comunque sia, questi giochi di carte sono diventati ampiamente popolari solo nel XIX secolo in Francia, diffondendosi nel Regno Unito e in Germania verso la fine del secolo.
Ad eccezione di Stati Uniti e Canada, il gioco è conosciuto in tutto il mondo come Patience, con il nome che deriva dalla parola francese di uguale grafia e significato. La ragione è abbastanza semplice: questi tipi di giochi di carte erano considerati un esercizio di pazienza. Anche in Nord America il nome adottato per questi giochi di carte, Solitaire, viene dal francese e significa solitario o solo, un nome appropriato visto che si tratta di giochi per un solo giocatore.
Klondike
Il Klondike è la versione più popolare del Solitario. A tal punto che il termine Solitario, quando usato da solo, si riferisce in genere proprio a questo gioco.
Come per quasi tutte le altre versioni del Solitario, anche le origini del Klondike sono complesse. È comunemente accettato che il gioco sia apparso per la prima volta alla fine del XIX secolo nell’omonima regione del Canada. I cercatori d’oro di quella zona, famosi durante la corsa all’oro, sono tradizionalmente accreditati di aver creato il Klondike o almeno di averne introdotto le modifiche che lo avrebbero reso poi così popolare.
Un’altra teoria sostiene che il gioco fu creato da Richard Canfield, che lo incluse nei suoi casinò, portando il gioco ad assumere per un certo tempo il nome di Canfield. Tuttavia, Canfield utilizzava il nome Klondike nei suoi casinò, il che indebolisce questa teoria. Inoltre, il nome Canfield divenne popolare più o meno nello stesso periodo associato a un altro gioco di Solitario noto nel Regno Unito come Demon, il che potrebbe aver creato una certa confusione con la versione Klondike.
La storia del Solitario Klondike non può essere completa senza menzionare la sua inclusione in Windows 3.0 di Microsoft nel 1990. Il suo boom di popolarità fu così impressionante che, a quel punto, la storia dei personal computer e quella del Solitario si intrecciarono.
Spider Solitario
La storia dello Spider Solitario sembra essere ancora più misteriosa di quella del suo predecessore. Il primo accenno a esso si trova nel libro del 1917 « Culbertsons Card Game Complete with Official rules », scritto dal famoso giocatore di Bridge Ely Culbertson. Non è chiaro se possa esserne l’inventore o se si limitasse a citare le regole di un gioco di Solitario già conosciuto all’epoca.
Il primo riferimento allo Spider Solitario come lo conosciamo oggi appare solo nel 1949. Anche la storia del suo nome viene rivelata in questo periodo. Lo « Spider » nel suo nome viene dalle 8 fondazioni che i giocatori devono costruire per vincere la partita: otto come il numero di zampe che hanno la maggior parte dei ragni.
Il gioco passò di nuovo sotto i radar dopo il 1949, fino al suo definitivo ritorno nel 1998. In quell’anno, lo Spider Solitario fu incluso per la prima volta nel software Windows di Microsoft, raggiungendo un pubblico più ampio in tutto il mondo. Fu un successo immediato, tanto da renderlo oggi il secondo gioco di Solitario più popolare e giocato, subito dopo il classico Klondike.
FreeCell
La storia di FreeCell è notevolmente più chiara di quella di Spider, anche se la sua origine è ancora oggetto di dibattito. Molti credono che questo gioco di carte sia stato ispirato a uno molto più antico chiamato Eights Off, in cui i giocatori avevano otto celle libere per aiutarli a spostare le carte. Questo vecchio gioco si è poi evoluto fino a diventare il Baker’s game, un gioco di Solitario la cui unica differenza rispetto al FreeCell di oggi è il fatto che le sequenze venivano costruite per seme e non per colori alternati.
Nel 1945, il libro svedese « Världens bästa patienser och patiensspel » (I migliori giochi di Patience del mondo) descrive un gioco chiamato Napoleon in St. Helen (da non confondere con il gioco con lo stesso nome che conosciamo oggi) che era già notevolmente simile a FreeCell. Aveva infatti solo due differenze: le ultime quattro carte dello Stock venivano distribuite nelle celle libere e non sul tableau, e uno spazio vuoto sul tableau poteva essere riempito solo con i Re.
Sia il Baker’s game sia il Napoleon in St. Helen svedese sembrano essere validi predecessori dell’odierno FreeCell, ma resta un mistero se entrambi siano stati ispirati indipendentemente dall’Eights Off o se C. L. Baker conoscesse già la variante svedese.
Quel che sappiamo, però, è che fu il Baker’s game a influenzare il creatore di FreeCell: Paul Alfille.
Studiando la matematica alla base del Baker’s game, Alfille decise di costruire le sequenze sul tableau utilizzando colori alternati, aumentando le possibilità di vittoria del gioco. Per approfondire il suo studio, nel 1978 creò la prima versione virtuale del gioco utilizzando il linguaggio di programmazione Tutor per il sistema informatico didattico PLATO e la chiamò Free Cell.
L’enorme successo del gioco, però, dovette attendere gli anni ’90. Jim Horne, che lavorava per Microsoft, conobbe il gioco tramite il sistema PLATO e ne creò una versione da implementare nel software Windows. Il gioco fu inizialmente incluso solo in edizioni speciali del software a partire dal 1992. Fu infine integrato nel software Windows 95, entrando in tutte le case e gli uffici dotati di un PC.
Altri giochi di Solitario
Essendo i Solitari più popolari, la storia di Klondike, Spider e FreeCell ha suscitato l’interesse di molti fan e storici. Tuttavia, come accennato sopra, le loro origini restano in gran parte oscure.
Trovare le radici di molti giochi di Solitario si è rivelato praticamente impossibile, sia perché non ci sono riferimenti ai giochi o perché quelli esistenti sono contraddittori, sia perché sono stati abbelliti per rendere i giochi più interessanti per qualche ragione.
Un buon esempio di quest’ultimo caso è il gioco Napoleon at St. Helena, conosciuto anche come Forty Thieves. È davvero possibile che Napoleone ne sia il creatore? È vero che trascorreva le sue giornate in esilio giocando solo a questo gioco di Solitario? Non c’è alcuna prova del contrario, ma neppure nulla che confermi chiaramente queste affermazioni.
Pochi giochi di Solitario hanno una storia lineare. Il Tripeaks, ad esempio, fu inventato nel 1989 da Robert Hogue. Il Baker’s Dozen (da non confondere con il Baker’s game, predecessore di FreeCell) fu pubblicato per la prima volta nel 1883 da Dick. Si tratta però di eccezioni.
Anche le varianti più recenti del Solitario sono talvolta difficili da ricondurre alle loro origini. Ad esempio, l’Addiction è un’aggiunta abbastanza nuova alla famiglia dei giochi di Solitario, eppure trovarne il creatore si rivela un’impresa erculea.
In definitiva, conoscere la storia dei giochi di Solitario può essere interessante, ma nulla supera il piacere di giocarci. Divertiti a sfidare questi giochi di carte e tieni gli occhi aperti per qualsiasi nuova scoperta sulle loro origini.